La Green Blockchain, uno strumento per misurare l’impatto ecologico dei beni di lusso

La blockchain è una tecnologia decentralizzata basata su una serie di entità indipendenti, con dati memorizzati al loro interno che non possono essere falsificati, modificati o cancellati. Pertanto, offre una maggiore sicurezza per l’archiviazione delle informazioni. Ad esempio, può essere utilizzata per creare certificati digitali di autenticità per i beni di lusso, aiutando a combattere la contraffazione e la falsificazione dei prodotti di seconda mano.

In un contesto legale, economico e sociale sempre più esigente in termini di trasparenza e informazione dei consumatori, la blockchain è un partner formidabile per rispondere alle sfide di responsabilità sociale dei marchi del lusso.

Come conciliare questi ambiti applicativi virtuosi con il nostro impatto ambientale?

 

Verso una blockchain più sostenibile

Sebbene la blockchain possa essere uno strumento efficace per l’implementazione e il monitoraggio di pratiche più ecologiche all’interno delle aziende, paradossalmente questa tecnologia ha un forte impatto ambientale, in particolare nel settore delle criptovalute.

 

Una tecnologia relativamente avida di risorse…

 

Il Bitcoin, la criptovaluta più nota, è spesso stigmatizzato per il suo elevato consumo energetico, equivalente a quello della Finlandia. Il Bitcoin e le criptovalute di prima generazione si basano sul meccanismo del Proof of Work. Ciò significa che per eseguire una transazione sulla blockchain (aggiungere un nuovo blocco), tutti i minatori (membri che compongono la blockchain) devono convalidare l’operazione. Questo principio è noto come mining.

Quindi, più minatori ci sono nella blockchain, più sicure sono le transazioni e più energia viene consumata, con conseguenti emissioni di carbonio se si tratta di combustibili fossili.

Oggi l’impatto ambientale è tale che alcuni Paesi, come la Cina, il Kazakistan e la Svezia, stanno vietando il mining delle criptovalute. Se non verrà adottata una soluzione più ecologica, l’intero funzionamento della blockchain sarà minacciato..

Stanno nascendo iniziative per garantire una blockchain più sostenibile ed ecologica, sull’esempio di Bitcoin, che può utilizzare qualsiasi fonte di energia, compresa quella ricavata dai rifiuti.

 

……ma modi di operare più virtuosi 

 

L’algoritmo Proof au Work è stato gradualmente sostituito dal Proof of Stake, sostenuto da Greenpeace e da altri gruppi ambientalisti.

A differenza del meccanismo Proof of Work, Proof of Stake non richiede che tutti i minatori convalidino ogni transazione ed è quindi drasticamente meno dispendioso in termini di energia. Il principio si basa sulla richiesta agli utenti di dimostrare il possesso di una certa quantità di criptovaluta per poter convalidare nuovi blocchi nella blockchain e trarne i benefici. La seconda criptovaluta più grande al mondo, Ethereum, ha ridotto il suo consumo energetico del 99,9% passando dall’algoritmo Proof Of Work all’algoritmo Proof Of Stake.

L’iniziativa Zumo, invece, fa parte del Crypto Climate Accord e si ispira al Paris Climate Change Agreement. La sua ambizione è quella di arrivare a zero emissioni di carbonio nel settore delle criptovalute entro il 2030, lavorando sull’uso di fonti di energia rinnovabili durante il mining. Il loro utilizzo su scala più ampia potrebbe rappresentare un importante passo avanti per la sostenibilità del funzionamento complessivo della blockchain. Stanno gradualmente emergendo nuove blockchain più ecologiche e a basso consumo energetico: Solana, Polkadot, Tezo, Cardano.

 

 

Una risorsa per controllare il ciclo di vita del prodotto

In Francia, la blockchain, concepita come strumento per garantire la tracciabilità dei prodotti, è stata lanciata nel 2019 e ha trovato posto nel contratto strategico per il settore Fashion&Luxury. 

 

Migliorare la tracciabilità dei prodotti

 

La tracciabilità è in effetti una delle aree di applicazione in cui la blockchain è più diffusa. Questo vale per tutti i prodotti: tessili, gioielli, pelletteria, cosmetici, ecc.

Grazie a questa tecnologia, i marchi possono:

  • Monitorare le pratiche sostenibili ed ecologiche, sia internamente che esternamente (produttori, fornitori, fornitori di servizi, ecc.), lungo le loro catene di produzione e di fornitura.
  • Registrare le informazioni sulle materie prime, le fasi di produzione e le certificazioni.
  • Garantire la conformità dei prodotti agli standard richiesti e a una serie di impegni ambientali e sociali (etichette, obiettivi di eco-responsabilità, ecc.).

I KPI principali sono:

  • L’analisi e il monitoraggio delle fonti energetiche (rinnovabili o meno) utilizzate per la produzione;
  • L’uso di materie prime sostenibili e le pratiche di riciclaggio, dalla culla del prodotto al mercato. Queste informazioni sul ciclo di vita del prodotto sono più che mai necessarie per gli operatori del settore.

 

 

Nuove norme e iniziative

 

Da gennaio 2023, con l’entrata in vigore della legge antispreco AGEC (si veda il nostro articolo dedicato), i marchi del lusso sono tenuti a comunicare queste informazioni ai propri clienti attraverso la visualizzazione obbligatoria dei dati ambientali. Scegliendo la tecnologia blockchain, gli operatori del settore del lusso possono garantire che le informazioni comunicate ai clienti finali (ad esempio tramite un codice univoco associato) non siano state falsificate o degradate.

Negli ultimi anni si è assistito alla nascita di iniziative di collaborazione lungo la catena di fornitura. Un esempio è l’Aura Blockchain Consortium, che consente ai clienti di consultare la storia di un prodotto acquistato, dalla progettazione alla distribuzione, attraverso un certificato digitale grazie alla sua blockchain di tipo chiuso. L’obiettivo di questa iniziativa, lanciata da LVMH, Prada e Cartier, è quello di sviluppare la prima blockchain internazionale del lusso per rispondere alla sfida comune di comunicare informazioni sull’autenticità, l’approvvigionamento responsabile, la tracciabilità e la sostenibilità.

In un altro esempio, il Gruppo Kering e il Gruppo Richemont stanno lavorando insieme sulla tracciabilità delle catene di fornitura dei gioielli.

 

 

Conclusione

La blockchain è uno strumento particolarmente efficace per aiutare le aziende a ridurre il loro impatto ambientale, in particolare consentendo loro di monitorare più da vicino il rispetto dei loro impegni ambientali lungo tutta la catena del prodotto.

La blockchain è in continua evoluzione e sembra ora essenziale garantirne la sostenibilità riducendo considerevolmente il suo impatto ecologico attraverso iniziative governative e internazionali. Questi temi sono diventati così importanti che le Nazioni Unite stanno invitando le applicazioni blockchain a partecipare alle iniziative di protezione del clima.

Adone Conseil ti affianca nei tuoi ambiziosi progetti di trasformazione digitale responsabile.