Adone in vetta… verso il Monte Bianco

Durata di lettura : 4 minuti

Tra determinazione e altitudine, Stanislas, accompagnato da Adone, ha realizzato il suo sogno di scalare il Monte Bianco.

Durante l’estate, il nostro sportivo si è allenato duramente per scalare la vetta più alta dell’Europa occidentale. Dalla preparazione nel Parco Nazionale degli Écrins all’arrivo sulla vetta finale, scoprite l’incredibile avventura del nostro Country Manager Adone Italia!

 

Guardate le foto di questo incredibile progetto alla fine dell’articolo! 

Stanislas, la sua compagna di cordata e i soci prima della grande partenza.

Intervista allo scalatore

 

1 – Ci può parlare del progetto “Adone in vetta”?

L’obiettivo di questo progetto è scalare il Monte Bianco, la vetta più alta d’Europa. È un progetto che si sposa perfettamente con i valori di Adone, ovvero il superamento di se stessi e la ricerca dell’eccellenza.

 

2 – Cosa l’ha spinta a realizzare questo progetto?

Sia nella mia vita personale che in quella professionale ho bisogno di raccogliere sfide e, da amante della natura e della montagna, l’idea di scalare una montagna mi ronzava in testa da tempo. L’anno scorso mi sono detto: “Se lo vuoi così fortemente, se ne hai così tanta voglia, fallo!”.  Avrei potuto farlo da solo, ma fin dall’inizio ho pensato che i valori di Adone fossero perfettamente in sintonia con questo progetto e ho voluto partecipare per portare i colori dell’azienda.

 

3 – Perché avete deciso di lavorare in coppia?

Quando si vive un’esperienza come questa, è ancora meglio se la si condivide! Lavorare in coppia può farti superare i momenti difficili e, nei momenti di meraviglia, vuoi poter condividere questa sensazione con qualcuno. Quando ho presentato il mio progetto c’erano molti candidati, tutti rilevanti, e vorrei ringraziarli tutti, perché hanno aggiunto credibilità e impatto a questa iniziativa! La selezione è avvenuta sulla base della motivazione e dell’attitudine.

 

4 – Che cosa ha guadagnato professionalmente da questo progetto?

Questo risultato dimostra che si possono sempre superare i propri limiti se ci si dà i mezzi per farlo! Puntando molto in alto, si scoprono risorse inaspettate, e questo vale anche per la vita professionale. È un progetto che mi ha dato fiducia nelle mie capacità.

Tra la mancanza di ossigeno e le vertigini, bisogna mettere da parte il proprio ego e lavorare insieme affinché tutti abbiano successo. Ho imparato che una buona preparazione rende ogni sfida superabile, un approccio che ora sto applicando in Adone.

 

5 – Qual è stato il programma della vostra salita?

Giorno 1 – Accoglienza e introduzione alle tecniche alpinistiche

L’obiettivo del primo giorno era quello di prepararci ad affrontare un terreno ripido e roccioso in tutta sicurezza con i nostri scarponi da montagna.

Giorno 2 – Primi passi sul ghiacciaio!

Siamo partiti dal piccolo villaggio di Le Tour, nella valle di Chamonix, per prendere l’impianto di risalita di Charamillon, in seguito siamo partiti a piedi verso il rifugio Albert 1er (2702 m). Durante il tragitto, abbiamo avuto l’opportunità di partecipare ad un corso sul ghiaccio al fine di imparare a percorrere un ghiacciaio in sicurezza con i ramponi!

Salita: + 850m (possibile fino a +1300m)

Giorno 3 – Prima vetta!

Alle 5.00 del mattino siamo partiti verso la prima vetta, che la guida alpina ha scelto in base alle condizioni e al gruppo. Durante il tragitto, abbiamo colto l’occasione per frequentare un corso per imparare le basi dell’alpinismo estivo.

Salita: +1100m a 1800m

Giorno 4 – Verso il rifugio Tête Rousse

Preparazione per la partenza verso il Monte Bianco. A seconda delle condizioni, si parte nella tarda mattinata o nel primo pomeriggio per prendere la funivia di Les Houches fino alla stazione di Bellevue (1800 m) e poi il treno per il Nid d’Aigle (2372 m). Da qui si parte a piedi per il rifugio Tête Rousse (3167 m). Incontriamo le guide di soccorso e organizziamo le cordate. Andiamo a letto presto per essere pronti per il grande giorno!

Salita: +795m

Giorno 5 – Via normale alla vetta del Monte Bianco

Si parte verso le 3:00 del mattino in direzione del rifugio Goûter (3835 m), attraversando l’omonimo canalone e seguendo poi il fianco della montagna parzialmente attrezzata con cavi (3 ore di cammino). Arriviamo quindi sul ghiacciaio e proseguiamo verso il fianco del Dôme du Goûter (4260 m). Risalendo, raggiungiamo il rifugio Vallot (4362 m). Da qui, in altre 2 ore, attraverso la famosa cresta delle Bosses, raggiungiamo il “tetto delle Alpi”, la vetta del Monte Bianco! Ritorno per lo stesso itinerario verso il rifugio Goûter (2h30) dove abbiamo passato la notte.

Salita: +1750m

 

6 – Ha dovuto seguire una formazione specifica e, se sì, di cosa si trattava?

Certo che l’ho fatto! La scalata del Monte Bianco è spesso considerata accessibile, ma non dobbiamo dimenticare che per molto tempo ha rappresentato il culmine di una carriera alpinistica. Non è un’impresa eccessivamente tecnica, ma il livello di preparazione fisica richiesto è molto alto. Per me, l’allenamento ha comportato intense sessioni di resistenza, che sono passate da 3 volte a settimana prima delle vacanze a 5 giorni a settimana, a volte mattina e sera. Sto parlando di ciclismo, corsa, nuoto e sessioni di fitness. Poi, a fine agosto, siamo andati nel parco degli Ecrins per fare 2 giorni di escursioni in quota con molto dislivello.

 

7 – Che consiglio darebbe agli adoniani che vorrebbero proporre le proprie iniziative?

Se siete motivati da un’iniziativa, non esitate!

Una buona preparazione rende ogni sfida superabile, e una presentazione ben preparata che dimostri l’interesse della vostra iniziativa per Adone sarà sempre apprezzata.

 

Anche voi potete entrare a far parte di un Great Place to Work!