dal 2D alla realtà aumentata

Innovazione nel PLM: dal 2D alla realtà aumentata

Durata di lettura : 3-4 minuti

I marchi e i loro produttori sono costantemente alla ricerca di modi per lavorare in modo più rapido ed efficiente. La modellazione virtuale sembra essere una prima risposta : l’utilizzo di prototipi digitali in sostituzione di quelli fisici permette alle aziende di risparmiare sui costi di sviluppo, ridurre l’impatto ambientale e ridurre i tempi di sviluppo.
In questo articolo, vi presenteremo diversi strumenti di modellazione 3D e i loro vantaggi, così come un esempio concreto di realtà aumentata nell’industria tessile.

 

MODELLAZIONE 3D INTEGRATA CON SOLUZIONI PLM 

Una grande maggioranza di soluzioni PLM integrava già le applicazioni di progettazione assistita da computer 2D attraverso una connessione SSO : la creazione di stili nel PLM si ottiene direttamente dallo strumento CAD utilizzato, alcuni dei quali sono specifici per i beni di lusso¹.
Oggi, la progettazione assistita da computer permette agli utenti di spingersi oltre con l’uso di strumenti di modellazione 3D :

  • Gli strumenti di “technical 3D” permettono di creare modelli altamente realistici per alcune fasi dello sviluppo del prodotto, come l’analisi dell’invecchiamento dei materiali, senza l’uso di un prototipo fisico.
  • Le applicazioni “aesthetic 3D” o di virtualizzazione 3D vengono utilizzate più per creare il catalogo e-commerce di una marca o per vedere come apparirà un prodotto alla fine, senza bisogno di foto e ritocchi di un prodotto reale. Questo è il caso, per esempio, delle aziende Clo e Browswear², così come la recente partnership tra Clo e FlexPLM (PTC)³.
  • Infine, alcuni PLM includono la realtà aumentata e/o le tecnologie di scansione. Replicando un oggetto fisico in un’immagine digitale tridimensionale, permettono un rendering più realistico e una proiezione immediata del risultato finale del prodotto. Le applicazioni sono numerose : si può pensare al body scanning per la personalizzazione di un prodotto, adattato alle misure di un cliente. Questo è il caso di TrueSize, che offre la scansione 3D dei clienti per integrare misure personalizzate nel PLM⁴. La scansione del materiale è usata per duplicare accuratamente le sue caratteristiche tecniche e visive e integrarle in un CAD.

3D dimostrazioneEstratto dal video “Animation and Video Creation Tutorial” dell’azienda Clo

 

VERSO UN’INDUSTRIA 4.0

Oltre alla modellazione multidimensionale del prodotto, il PLM può integrare strumenti di produzione assistita da computer per assumere il controllo della produzione del prototipo fisico e/o del prodotto finale. Questo include la produzione additiva, gli utensili da taglio, le macchine di plottaggio, e permette di controllare la gestione dei materiali di consumo e il tempo di produzione.
La stampa 3D apre le porte a una produzione più economica e responsabile, più vicina alla domanda del consumatore. È anche una soluzione per soddisfare la crescente esigenza di personalizzazione del prodotto per i marchi di lusso e di fascia media.
Per garantire che un prodotto sia riprodotto in modo identico, e ancora di più in un contesto in cui la produzione è esternalizzata a diversi partner, le soluzioni PLM che includono la gestione accurata del colore possono essere una scelta strategica. Infatti, solo uno spettrofotometro integrato può superare la soggettività delle diverse tonalità di colore.

 

LA REALTÀ AUMENTATA NELL’INDUSTRIA TESSILE

Un recente esempio concreto dell’integrazione della realtà aumentata in un PLM nell’industria tessile è la collaborazione tra il marchio Tommy Hilfiger e la società The Fabricant. Questa “casa di moda digitale” offre un’esperienza “phygital” ai suoi dipendenti: si tratta di fondere le possibilità fisiche e digitali per creare contenuti interattivi.
Daniel Grieder, CEO di Tommy Hilfiger Global, ha annunciato nel novembre 2019 di voler passare a un modello di design completamente digitale entro la primavera del 2022. Con questa premessa, The Fabricant si è unito al marchio e al suo incubatore interno STITCH, per offrire “un metodo di creazione che non disperda altro che dati”.

 

CONCLUSIONE

Attraverso la prova di fattibilità proposta, The Fabricant mira a dimostrare che è possibile realizzare una fase completa di progettazione di un prodotto senza alcun modello fisico. Questa soluzione offre, oltre al vantaggio di ridurre lo spreco di materiale, notevoli possibilità di adattamento e reattività, per un sistema di produzione su richiesta⁵. La qualità della visualizzazione 3D proposta permette al cliente di proiettarsi direttamente con l’uso di materiali ed effetti di movimento molto vicini a un prodotto fisico su pellicola. Sia per il cliente che per i team creativi, un’immagine così realistica del prodotto accelera il processo decisionale.

 

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