20 esempi di transizione verso l’economia circolare nel settore del lusso

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Secondo l’Agenzia francese per l’ambiente e la gestione dell’energia (ADEME), l’economia circolare può essere definita come un sistema economico di commercio e produzione che, in ogni fase del ciclo di vita dei prodotti (beni e servizi), mira ad aumentare l’efficienza con cui vengono utilizzate le risorse, riducendo al contempo l’impatto sull’ambiente e migliorando il benessere delle persone. 

La moda circolare è un mercato in forte crescita, che si stima varrà 14 miliardi di euro entro il 2030, con una crescita annua a due cifre. Anche i settori della gioielleria e della bellezza non sono da meno, con un numero di iniziative virtuose in forte aumento negli ultimi anni. 

L’usato è la principale iniziativa che ci viene in mente quando sentiamo parlare di lusso circolare.  Tuttavia, il lusso circolare copre campi di applicazione molto più ampi, come il noleggio, la riparazione, il (sovra)riciclo, il riutilizzo, il recupero, l’economia dei servizi e l’eco-design dei prodotti. 

I marchi del lusso sono impegnati in questa transizione virtuosa attraverso diverse iniziative, che vi presentiamo in questo articolo. 

 

INNOVAZIONE NEL DESIGN E NELLA PRODUZIONE

DALL’ECO-DESIGN DEI PRODOTTI…

L’eco-design circolare si riferisce in particolare al recupero e alla trasformazione dei materiali “di scarto” in nuovi materiali più responsabili e rispettosi dell’ambiente. 

Authentic Material 2, o “fabbricazione di materiali naturali eccezionali”, start-up con sede a Tolosa, ha fatto della circolarità dei materiali il suo core business. Consente alle aziende di riprendere e ritrattare i loro materiali di scarto non trattati (pelle, conchiglia, corno e altri materiali naturali) e di offrire loro un nuovo materiale naturale. Nella pelletteria, ad esempio, il nuovo materiale riciclato a base di pelle può essere utilizzato per sostituire la plastica nella produzione di manici di borse o per parti di rinforzo. Questo approccio di eco-design viene costantemente incorporato nei progetti delle Maison storiche, potenziandone lo spettro creativo. 

Allo stesso modo, stanno emergendo nuovi marchi di lusso che si posizionano in questa dinamica circolare. È il caso di ID Genève, che stravolge i codici dell’orologeria proponendo un prodotto sviluppato sulla base dell’economia circolare: acciaio riciclato al 100%, bracciale compostabile industrialmente et cetera. Nel mondo dell’orologeria e della gioielleria, possiamo citare anche Boucheron, che sta spingendo i confini del design dei gioielli attraverso i progressi tecnologici utilizzando Cofalit, un materiale riciclato derivato dai rifiuti, per la sua ultima capsule, “Jack de Boucheron Ultime”. 

 

Nella moda e nella pelletteria, Coachtopia, il nuovo marchio di Coach, dichiara di utilizzare solo materiali riciclati, riutilizzati o rinnovabili, sia per la pelletteria (realizzata con il 50% degli scarti di produzione di Coach o provenienti da centri di riciclaggio partner) sia per i tessuti (realizzati con il 95% di cotone riciclato per le T-shirt e le felpe con cappuccio e con il 100% di poliestere riciclato per le borse in tela). 

Nell’ambito del suo progetto pionieristico Re-Nylon, Prada ha lanciato una capsule collection sostenibile di borse iconiche realizzate con filato rigenerato ECONYL®. Questo nylon ECONYL® è ottenuto attraverso il processo di riciclo e purificazione dei rifiuti plastici raccolti negli oceani, delle reti da pesca e degli scarti di fibre tessili, e questo filato può essere riciclato all’infinito, senza perdita di qualità. 

 

…ALLA RIGENERAZIONE AMBIENTALE 

Più che un impatto neutro, avere un impatto positivo sull’ecosistema sta diventando una priorità per le aziende che si impegnano apertamente per l’ambiente. 

Nel mondo dei profumi, Guerlain ha progettato la sua fragranza Aqua Allegoria Nerolia Vetiver utilizzando alcol biologico proveniente da barbabietole raccolte in modo responsabile. Sebbene la maggior parte dei profumi contenga tra il 70% e l’80% di alcol, l’integrazione di queste pratiche nel settore contribuirà a proteggere la biodiversità e la natura. Guerlain si impegna inoltre a estendere questa innovazione all’intera gamma Aqua Allegoria. 

Nella stessa ottica, Kering ha creato il Fondo rigenerativo per la natura, che mira a trasformare le pratiche agricole su un milione di ettari entro il 2025, incoraggiando il passaggio da strutture legate alla produzione di materie prime nel settore della moda a zone di agricoltura rigenerativa. 

 

PROLUNGARE LA VITA DI UN PRODOTTO: RIPARARE, CEDERE, RIVENDERE 

LE MAISON SI INGEGNANO PER PROLUNGARE LA VITA DEI LORO PRODOTTI 

I servizi di riparazione, pulizia e restauro offrono ai consumatori una nuova esperienza di acquisto, prolungando la loro esperienza. Questi servizi possono essere parte integrante di una strategia di fidelizzazione dei clienti. 

  • Nell’ottobre del 2022, Bottega Veneta ha lanciato il Certificate of Craft, un lussuoso servizio post-vendita che consiste in un programma di garanzia a vita che consente ai clienti di riportare la propria borsa in negozio per farla rimettere a nuovo o riparare quando necessario.
  • J.M. Weston ha scelto di riparare le sue scarpe in negozio per prolungare la vita dei suoi prodotti. La rimessa a nuovo è ormai parte integrante dell’esperienza del cliente e del prodotto venduto.
  • Cartier offre ai suoi clienti un servizio di rimessa a nuovo e di dimensionamento dei prodotti tramandati o acquistati di seconda mano, previa autenticazione in base al numero di serie. Poiché i gioielli sono un patrimonio che può essere tramandato a più generazioni, il servizio offerto da Cartier garantisce che possano essere utilizzati da diverse generazioni di clienti. 

 

SECONDA MANO: UN MERCATO IN RAPIDA CRESCITA

Allo stesso tempo, negli ultimi anni si è assistito ad un’esplosione delle offerte sull’usato. Questo mercato rappresenta una vera e propria opportunità di crescita per il settore del lusso.

  • Nel settore tessile, la rete Valentino Vintage, ad esempio, offre ai clienti la possibilità di presentare sul posto gli abiti di cui vogliono separarsi. Una volta che i capi sono stati convalidati e valutati, i proprietari ricevono un buono da utilizzare in una selezione di punti vendita Valentino.
  • Per quanto riguarda la pelletteria, il programma Gucci PreLoved, realizzato in collaborazione con la piattaforma dell’usato Vestiaire Collective, consente al proprietario di scambiare una selezione di borse con un credito da utilizzare in negozio o online.
  • Nel settore degli orologi, Cartier ha annunciato una partnership con lo specialista di orologi di seconda mano Watchfinder. Insieme, Cartier metterà in vendita i suoi orologi, mentre la piattaforma Watchfinder si occuperà del processo di verifica e autenticazione. Gli acquirenti beneficeranno di una garanzia di due anni rilasciata da Cartier.
  • C’è anche Collector Square, specializzato nella vendita online di articoli di lusso di seconda mano, e il suo pop-up unico presso Le Bon Marché.
  • Monogram è un altro esempio di piattaforma di lusso vintage a 360 gradi implementata presso le Galeries Lafayette e in un concept store nel 16° arrondissement di Parigi. Il loro motto è: rendere il lusso accessibile a tutti e prolungare il ciclo di vita dei prodotti dando loro una seconda vita. Monogram va anche oltre, offrendo un laboratorio di autenticazione con un certificato registrato sulla blockchain e persino un “mercato finanziario”, una sorta di borsa dell’usato, che presenta l’evoluzione del prezzo dei pezzi sul mercato del lusso. 

Monogram, dépot vente de luxe aux Galeries Lafayette Paris Haussmann

Se si è interessati a creare un’offerta di seconda mano all’interno della propria azienda, consigliamo di consultare il nostro articolo dedicato: Quale strategia adottare per costruire un’offerta sostenibile e redditizia per l’usato di lusso? – Adone Conseil 

MIGLIORARE LA CIRCOLARITÀ ATTRAVERSO IL RICICLO DEI MATERIALI

Aggiungere valore degli stock inattiv vendendoli direttamente o tramite un intermediario, oppure creando prodotti nuovi ed esclusivi. 

  • Tramite Valentino Sleeping Stock, l’omonimo marchio mette in vendita i suoi tessuti inattivi in collaborazione con il rivenditore tessile parigino Tissu Market. Il marchio ha annunciato di aver venduto più di 22.000 metri di tessuto inutilizzato tra il 2021 e il 2022, evitando 265 tonnellate di emissioni di CO2 grazie alla mancata produzione di ulteriore tessuto.
  • Il recupero degli stock inattivi ha già conquistato diversi attori, tra cui LVMH con la sua iniziativa Nona Source e Chanel con il suo Atelier des Matières. Quest’ultimo modello di trasformazione circolare è un po’ diverso, poiché prevede il recupero e il rilancio di materiali inutilizzati e di prodotti invenduti o inutilizzati del settore della moda e del lusso.
  • Gucci Continuum: la casa di moda italiana Gucci ha recentemente invitato una manciata di designer provenienti da diversi contesti a immaginare una serie di pezzi realizzati con i suoi materiali in disuso, “utilizzando i materiali di ieri per i design di domani”. 

 

RIUTILIZZO DELLE DECORAZIONI DELLE PASSERELLE E DELLE VETRINE

Per dare una seconda vita ai suoi set dalla passerella, Valentino collabora con La Réserve des Arts, un’associazione francese specializzata nel riutilizzo dei materiali. I set dell’ultima sfilata di Parigi sono stati riciclati e venduti a prezzi solidali a studenti e professionisti dell’arte. Dal canto suo, Louis Vuitton sta ristrutturando mobili da esposizione ed elementi decorativi per reintegrarli nella sua rete di vendita al dettaglio e attrezzare in particolare negozi e pop-up store. 

Per il momento, gli oggetti non venduti non sono soggetti ai vincoli normativi sull’etichettatura ambientale. Inoltre, l’essenza dei decori è che vengono utilizzati solo per un breve periodo e per un tema particolare. In questo contesto, sembra complicato garantire che abbiano una durata di vita prolungata. Per ovviare a ciò, soluzioni come il riutilizzo (come gli esempi sopra riportati), il riciclo o l’upcycling possono rivelarsi economicamente vantaggiose e virtuose in termini di impronta ambientale generata dalla produzione e dalla logistica di questi prodotti generalmente ingombranti. 

In generale, l’inserimento dell’ecodesign sembra essere un passo necessario. Sarebbe anche una buona idea anticipare e identificare i canali di raccolta e di riciclaggio per creare partnership a lungo termine con i soggetti coinvolti nel processo di recupero dei rifiuti. 


CONCLUSIONE 

La sostenibilità fa parte di un arco temporale lungo, addirittura infinito, se pensiamo in termini di circolarità. Ma il tempo non è forse una caratteristica intrinseca di un prodotto di lusso? Stiamo parlando di un tempo che è sinonimo di know-how, patrimonio, trasmissione e sostenibilità. 

Partecipare alle iniziative di economia circolare significherà integrare la circolarità nel modello di business, ovvero modificare in profondità le pratiche in ogni fase della vita del prodotto, dalla sua progettazione alla sua trasformazione: un’opportunità per riconnettersi alla definizione di Lusso. Un lusso sostenibile, innovativo, eticamente giusto e desiderabile. 

Adone conseil guida i marchi del lusso verso un futuro più sostenibile. 

1https://www.thegoodgoods.fr/media/economie/circularite-services/mode-luxe-circulaires-en-france-etat-des-lieux-du-marche-du-reemploi-de-la-reparation-et-du-recyclage/
2 https://www.authentic-material.com/
3  Chiffres : https://www.journalduluxe.fr/fr/mode/valentino-tissus-dormants-upcycling