{"id":22322,"date":"2024-03-05T14:45:33","date_gmt":"2024-03-05T13:45:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.adoneconseil.fr\/it\/?p=22322"},"modified":"2026-02-05T14:55:07","modified_gmt":"2026-02-05T13:55:07","slug":"come-i-player-del-lusso-stanno-trasformando-le-eccedenze-in-opportunita","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/www.adoneconseil.fr\/it\/notizie\/come-i-player-del-lusso-stanno-trasformando-le-eccedenze-in-opportunita\/","title":{"rendered":"Come i player del lusso stanno trasformando le eccedenze in opportunit\u00e0 ?"},"content":{"rendered":"
Le crescenti preoccupazioni ambientali <\/strong>e l’entrata in vigore della legge AGEC spingono i marchi ad adottare pratiche pi\u00f9 responsabili<\/strong>. Ma cosa si pu\u00f2 fare per ottimizzare la produzione e trasformare le scorte in eccesso in opportunit\u00e0?<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Big Data e algoritmi predittivi<\/strong>, cambiamenti nei metodi di produzione, eco-design… tuffiamoci nell’affascinante mondo del retail e del lusso! Settori in cui l’imperativo di passare a una produzione agile e sostenibile sta ridefinendo le regole<\/strong> del gioco, influenzando<\/strong> in modo decisivo le strategie aziendali.<\/strong><\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> L’evoluzione del mercato, caratterizzata da tendenze in rapida trasformazione <\/strong>e da richieste fluttuanti da parte dei consumatori, ha creato l’imperativo per le aziende di ripensare radicalmente i loro modelli di produzione tradizionali. L’aumento della spinta alla sostenibilit\u00e0<\/strong>, accentuata dalle crescenti preoccupazioni ambientali, ha costretto i marchi del lusso a ripensare le proprie pratiche<\/strong> e ad adottare approcci pi\u00f9 responsabili.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Al centro di questa trasformazione, la legge antispreco per un’economia circolare (AGEC) sta emergendo come un importante catalizzatore del cambiamento. Incentrata sulla promozione della sostenibilit\u00e0, la legge esorta i marchi a ripensare <\/strong>la progettazione, la produzione e la distribuzione dei loro prodotti. L’obiettivo \u00e8 creare prodotti pi\u00f9 sostenibili, eliminare il pi\u00f9 possibile la plastica, ridurre i rifiuti<\/strong> e ripensare l’intero ciclo di vita dei beni di lusso, fino al loro trattamento a fine vita.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> La legge AGEC <\/strong>sta avendo un’influenza significativa nello spingere gli operatori del lusso a innovare e ad adattarsi a un panorama commerciale in continua evoluzione. Rappresenta una chiamata all’azione per incorporare pratiche pi\u00f9 rispettose dell’ambiente<\/strong>, incoraggiando l’uso di materiali sostenibili, riducendo l’impronta di carbonio e implementando strategie per prolungare la vita dei prodotti<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Anche la gestione dei beni invendut<\/strong>i \u00e8 un tema centrale della legislazione: il divieto di distruggere i prodotti obbliga gli operatori del settore a trovare modi creativi per aggiungere valore alle loro scorte inattive. Lo stock invenduto nel settore dei beni di lusso si riferisce agli articoli che non hanno trovato un acquirente in un determinato periodo. Pu\u00f2 trattarsi di pezzi di una collezione che non sono stati venduti durante una determinata stagione. Una gestione efficace delle scorte invendute \u00e8 fondamentale per mantenere la redditivit\u00e0 dei marchi del lusso ed evitare eccedenze indesiderate<\/strong>. In questa sezione ci concentreremo solo su questo tipo di stock e non sugli invendibili, che tendono a essere modelli obsoleti, prototipi non inclusi nella collezione o prodotti la cui qualit\u00e0 \u00e8 leggermente inferiore alle aspettative dei clienti di un grande marchio. La gestione oculata dei prodotti invendibili resta comunque essenziale per evitare di accumulare scorte inutilmente, senza danneggiare il valore percepito del marchio.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> I marchi del lusso si trovano di fronte alla duplice sfida <\/strong>di soddisfare le mutevoli aspettative dei consumatori e di rispettare standard ambientali sempre pi\u00f9 severi. Ci\u00f2 ha portato a una completa rivalutazione dei processi produttivi, delle catene di fornitura e dei valori fondamentali delle aziende del settore del lusso.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> In risposta a questa dinamica, molti operatori del lusso hanno abbracciato l’innovazione, investendo nella ricerca di materiali sostenibili<\/strong>, ripensando il proprio packaging <\/strong>e adottando pratiche di produzione eco-responsabili. Queste iniziative riflettono la necessit\u00e0 di adattarsi ai requisiti della legge AGEC e, pi\u00f9 in generale, di rispondere alle crescenti aspirazioni dei consumatori a un consumo pi\u00f9 consapevole e rispettoso dell’ambiente<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> L’uso dei dati \u00e8 onnipresente nella nostra vita quotidiana e il mondo del retail non fa eccezione. I volumi generati ogni giorno hanno raggiunto proporzioni tali da rendere difficile la loro interpretazione con i metodi statistici tradizionali. \u00c8 in questo contesto che sono emersi i Big Data<\/strong> e l’avvento dell’intelligenza artificiale (AI) per sfruttare al meglio tutti questi dati.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> L’intelligenza artificiale <\/u><\/strong><\/a>ha dimostrato di essere un approccio sofisticato all’analisi <\/u>e all’elaborazione dei dati<\/strong>, facilitando il processo decisionale. Fornendo informazioni quali stagionalit\u00e0, promozioni o campagne di marketing, gli algoritmi di previsione collegati a soluzioni di apprendimento automatico possono ottimizzare la gestione delle scorte <\/strong>e delle risorse e anticipare la domanda globale e locale.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Ma poich\u00e9 le previsioni non sono mai perfette, devono essere abbinate a un sistema di produzione agile<\/strong>. Esistono diverse strategie di produzione a seconda dell’attivit\u00e0: make-to-order (MTO), make-to-stock (MTS)<\/strong> e un ibrido tra questi due metodi.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Il modello “make-to-order<\/strong>” (MTO) \u00e8 caratterizzato da un approccio produttivo in cui i beni sono prodotti esclusivamente in risposta a uno specifico ordine<\/strong> del cliente. Questo metodo consente un elevato grado di personalizzazione dei prodotti in base alle esigenze dei singoli clienti. In questo modo si riducono i costi di magazzino, poich\u00e9 i prodotti vengono fabbricati solo dopo aver ricevuto un ordine, e si ha la possibilit\u00e0 di adeguare la produzione alla domanda<\/strong> effettiva. Il modello MTO comporta generalmente tempi di consegna pi\u00f9 lunghi, poich\u00e9 la produzione viene attivata dopo l’ordine e non pu\u00f2 essere anticipata. D’altro canto, risponde meglio alla ricerca di rarit\u00e0<\/strong> da parte del consumatore. \u00c8 il modello ereditato dall’alto artigianato (Alta Moda, Alta Gioielleria, Profumieri, ecc.).<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Diffuso con l’avvento del consumo di massa (pr\u00eat-\u00e0-porter, licenze di profumi, bigiotteria, ecc.), il modello “make-to-stock<\/strong>” (MTS) prevede la produzione di beni in anticipo, senza attendere<\/strong> un ordine specifico. I prodotti vengono fabbricati e stoccati, garantendo la loro disponibilit\u00e0. Le consegne sono pi\u00f9 rapide <\/strong>grazie alla disponibilit\u00e0 immediata dei prodotti in magazzino e questo offre l’opportunit\u00e0 di realizzare economie di scala<\/strong> nella produzione. Le prestazioni del modello Make-to-stock dipendono in larga misura dagli strumenti di previsione della domanda e di pianificazione della produzione<\/strong>. Tuttavia, l’MTS ha i suoi svantaggi: costi di stoccaggio pi\u00f9 elevati per i materiali e i prodotti finiti, il rischio di sovrapproduzione se la domanda effettiva non corrisponde alle previsioni e forti vincoli sulla distribuzione locale (carenze nel negozio\/magazzino locale A ed eccesso di scorte nel negozio\/magazzino B).<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Un approccio ibrido<\/strong> consente di beneficiare dei vantaggi di entrambi gli approcci. In questo modello, una parte dei prodotti <\/strong>viene prodotta in anticipo e immagazzinata, mentre un’altra parte viene prodotta solo in risposta a ordini specifici. Un’azienda pu\u00f2 beneficiare della personalizzazione offerta dall’MTO, che le consente di soddisfare le esigenze individuali dei clienti, riducendo al minimo i costi di stoccaggio associati alla produzione anticipata. Ci\u00f2 consente inoltre di adeguare la produzione alla domanda effettiva, contribuendo a ridurre il rischio di sovrapproduzione. D’altro canto, la produzione anticipata nel modello ibrido offre una disponibilit\u00e0 immediata dei prodotti, consentendo consegne pi\u00f9 rapide ed economie di scala nella produzione. Tuttavia, ci\u00f2 richiede un approccio strategico <\/strong>e una gestione rigorosa<\/strong> per massimizzare i benefici e minimizzare i potenziali svantaggi.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Nonostante i nostri sforzi per mantenere una gestione efficiente della produzione, \u00e8 inevitabile dover fare i conti con eccedenze di produzione o prodotti invenduti. Tuttavia, attuando strategie innovative<\/strong>, \u00e8 possibile dare una seconda vita a queste eccedenze.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> 3. Al termine del ciclo di vita di un prodotto, si stanno affermando due opzioni: l’upcycling dei prodotti <\/strong>finiti, apprezzato dai clienti perch\u00e9 offre mini-serie e quindi potenziali oggetti da collezione, e lo smontaggio dei prodotti, per riciclare i materiali <\/strong>che li compongono reimmettendoli nei circuiti produttivi.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>La rivoluzione etica del lusso<\/strong><\/span><\/h2>\n<\/div><\/div><\/div>
<\/figure>\n<\/div><\/div><\/div>Ottimizzare la produzione nel settore della vendita al dettaglio<\/strong><\/span><\/h2>\n<\/div><\/div><\/div>
<\/figure>\n<\/div><\/div><\/div>Strategie per dare nuova vita alle scorte invendute<\/strong><\/span><\/h2>\n<\/div><\/div><\/div>
\n
<\/figure>\n<\/div><\/div><\/div>\n