{"id":21073,"date":"2024-01-09T10:00:08","date_gmt":"2024-01-09T09:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.adoneconseil.fr\/it\/?p=21073"},"modified":"2026-02-05T16:02:14","modified_gmt":"2026-02-05T15:02:14","slug":"come-conciliare-le-innovazioni-del-web3-con-le-problematiche-ambientali","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/www.adoneconseil.fr\/it\/notizie\/come-conciliare-le-innovazioni-del-web3-con-le-problematiche-ambientali\/","title":{"rendered":"Come conciliare le innovazioni del Web3 con le problematiche ambientali?"},"content":{"rendered":"
La terza generazione del Web<\/strong> porta con s\u00e9 guadagni in termini di produttivit\u00e0<\/strong> ed efficienza nell’uso di Internet che sono gi\u00e0 stati osservati in molti settori.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Le nuove tecnologie su cui si basa il Web3, come la blockchain<\/strong>, gli universi virtuali interattivi<\/strong> (“metaversi”) e l’intelligenza artificiale<\/strong>, consumano tuttavia quantit\u00e0 significative di energia<\/strong>. Le rivoluzioni portate da questo nuovo web saranno compatibili con la necessit\u00e0<\/strong> di proteggere<\/strong> l’ambiente<\/strong> e combattere il cambiamento climatico?<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> In questo articolo, i nostri esperti analizzano l’impatto<\/strong> ambientale<\/strong> di queste innovazioni e come possono essere utilizzate per contribuire alla transizione ecologica<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Per loro natura, le tecnologie blockchain si basano sulla registrazione di informazioni in diversi database distribuiti, in modo da garantirne<\/strong> l’integrit\u00e0. Questa tecnologia viene gi\u00e0 utilizzata in diversi modi: protezione dei certificati di autenticit\u00e0<\/strong> per i beni di lusso, creazione di beni digitali<\/strong> registrati all’interno di NFT su blockchain private<\/strong> (l’accesso \u00e8 limitato a determinati utenti) e persino scambio di criptovalute<\/strong> su blockchain pubbliche (l’accesso rimane aperto a nuovi utenti).<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Questi molteplici registri e database richiedono un consumo energetico<\/strong> che aumenta<\/strong> con l’aumentare del numero di utenti<\/strong> e di utilizzi<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> All’interno di ogni blockchain, questi usi si basano sull’algoritmo di consenso<\/strong>, il cui ruolo \u00e8 quello di certificare la validit\u00e0 di ogni registrazione<\/strong>. Questo \u00e8 particolarmente vero per le blockchain pubbliche<\/strong> (ad esempio Bitcoin, Ethereum, ecc.), che sono aperte a tutti i nuovi utenti, a differenza delle blockchain private.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Per funzionare, le blockchain devono fornire elettricit\u00e0 non solo a tutti i database che compongono la loro rete distribuita<\/strong>, ma anche a tutte le operazioni degli algoritmi in questi database.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Secondo il Cambridge Bitcoin Electricity Consumption Index, il consumo annuale di elettricit\u00e0 della blockchain Bitcoin<\/strong> \u00e8 di 137 TWh<\/strong>, equivalente al consumo di un Paese come la Svezia<\/strong> o la Malesia<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Consapevoli di queste sfide ambientali, le principali blockchain stanno adattando i loro metodi operativi<\/strong> per ridurre il consumo di energia<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Fino a poco tempo fa, le blockchain pubbliche assicuravano l’integrit\u00e0 delle informazioni registrate tramite un protocollo noto come “proof-of-work”<\/strong>. Questo protocollo prevede la replica delle informazioni<\/strong> in diversi database, o addirittura in tutti quelli della rete. Gli algoritmi di consenso verificano queste informazioni<\/strong> e le associano alla persona che le ha registrate.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Questo spiega l’elevato consumo energetico di questa tecnologia.<\/strong><\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> A settembre 2022, la blockchain pubblica Ethereum<\/strong> \u00e8 stata uno dei primi attori principali di questa tecnologia a passare da un protocollo “proof-of-work” a un protocollo “proof-of-stake”<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Questo protocollo alternativo si basa su un algoritmo di consenso che richiede un numero di convalide proporzionale alla posta in gioco inerente alla registrazione<\/strong>. Se, ad esempio, viene registrata sulla blockchain una grande quantit\u00e0 di criptovaluta o di informazioni di alto valore, sar\u00e0 necessario un numero maggiore di convalide.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Al contrario, se il valore delle informazioni registrate \u00e8 inferiore, saranno necessarie meno convalide.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> La conseguenza dell’adozione del protocollo “proof of stake” \u00e8 una minore moltiplicazione delle registrazioni e una minore complessit\u00e0 dell’algoritmo di consenso<\/strong>. Il risultato \u00e8 un consumo energetico<\/strong> notevolmente inferiore<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Nel 2021, la Fondazione Ethereum ha stimato che l’utilizzo di un proof of stake avrebbe ridotto il consumo energetico<\/strong> del 99,95%<\/strong>. Nel maggio 2022, Guerlain ha lanciato una collezione NFT sulla blockchain francese Tezos<\/strong>, il cui processo di autenticazione si basa anch’esso sulla proof of stake. Il consumo annuo di questa blockchain francese ammonta a 60.000 kWh\/anno, equivalente<\/strong> in media a 13 famiglie <\/strong>francesi.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Va notato, tuttavia, che non tutte le blockchain hanno cambiato protocollo, e reti importanti come BitCoin si basano ancora sulla proof of work per registrare le informazioni.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> I metaversi<\/strong> sono mondi virtuali gi\u00e0 ampiamente utilizzati, in particolare nel mondo dei videogiochi come Fortnite e Zepeto, che contano centinaia di milioni di utenti.<\/strong><\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Oltre a smartphone e PC, le apparecchiature necessarie<\/strong> per accedere ai metaversi, come le cuffie per la realt\u00e0 virtuale e i data center, consumano energia ed emettono gas serra<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Uno studio della Capitol University (The Environmental Impact of the Metaverse, di Sarah Choudhary, aprile 2023) stima che i vari metaversi potrebbero generare fino a 100 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici all’anno<\/strong> entro il 2030. Ci\u00f2 rappresenta circa il 15% dei rifiuti elettronici generati a livello mondiale e circa il 5% delle emissioni globali di gas serra<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Tuttavia, questa tendenza sembra essere compensata dall’emergere di tutti i nuovi utilizzi di questi mondi virtuali.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Secondo la Cornelle University, il metaverso ha il potenziale di contribuire a frenare il riscaldamento globale<\/strong>, riducendo la temperatura globale di 0,02 gradi entro la fine del secolo e le emissioni di gas serra di 10 gigatonnellate. Per ottenere queste cifre, i due ricercatori hanno utilizzato una modellazione basata sull’intelligenza artificiale<\/strong> per analizzare i dati dei settori chiave della tecnologia, dell’energia, dell’ambiente e del commercio.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>Blockchain: dati che consumano sempre meno energia<\/strong><\/span><\/h2>\n<\/div><\/div><\/div>
D<\/strong><\/span>al proof of work al proof of stake<\/h2>\n<\/div><\/div><\/div>
Mondi virtuali interattivi o metaverso: applicazioni sostenibili oltre il semplice gaming<\/span> <\/strong><\/h2>\n<\/div><\/div><\/div>