{"id":19469,"date":"2023-05-17T10:41:05","date_gmt":"2023-05-17T08:41:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.adoneconseil.fr\/it\/?p=19469"},"modified":"2026-02-20T17:41:56","modified_gmt":"2026-02-20T16:41:56","slug":"certificazioni-standard-o-etichette-eco-responsabili-di-cosa-si-parla-nel-mondo-del-tessile","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/www.adoneconseil.fr\/it\/notizie\/certificazioni-standard-o-etichette-eco-responsabili-di-cosa-si-parla-nel-mondo-del-tessile\/","title":{"rendered":"Certificazioni, standard o etichette eco-responsabili: di cosa si parla nel mondo del tessile?"},"content":{"rendered":"
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Lo scorso ottobre, Adone ha condiviso un articolo su certificazioni, standard ed etichette nel mondo della cosmesi. Ma in un mercato globalizzato, l’industria tessile<\/strong> non fa eccezione: anche questa \u00e8 soggetta alle normative dei Paesi da cui importa o verso cui esporta. Ogni Paese o zona commerciale ha le proprie regole<\/strong>, il che rende complessa la questione per i produttori: rispetto delle regole di etichettatura<\/strong>, limitazione o addirittura divieto di sostanze chimiche<\/strong> nei prodotti, riciclabilit\u00e0<\/strong>…<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>

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Adone propone uno sguardo alle regole<\/strong>, agli standard<\/strong> e ai marchi<\/strong> del mondo tessile e consente di sapere quali utilizzare per agire a favore del clima, limitare gli sprechi<\/strong> e rispettare gli standard sociali<\/strong> lungo tutta la catena di produzione.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>

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Un quadro normativo che varia in base al paese <\/span><\/h2>\n<\/div><\/div><\/div>
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In un mercato tessile globalizzato, i continui cambiamenti legislativi costringono produttori e distributori a evolvere continuamente l’etichettatura e la composizione dei prodotti.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>

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Quali sono i principali cambiamenti osservati in questo settore?<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>

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Negli Stati Uniti la FTC (Federal Trade Commission)<\/strong>(1)<\/sup> ha modificato parte della normativa sull’etichettatura dei prodotti tessili nel 2020 per aiutare produttori, importatori e rivenditori a sviluppare etichette che soddisfino i requisiti di diversi Paesi.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>

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In Cina, il Comitato tecnico nazionale per la standardizzazione degli indumenti (NTCGSAC)<\/strong>(2)<\/sup> pubblica standard obbligatori per l’industria tessile. Queste norme si applicano ai prodotti tessili commercializzati in Cina, siano essi di produzione locale o importati.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>

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Un altro esempio \u00e8 il Giappone, che deve rispettare la Household Goods Quality Labeling Law<\/strong>(3)<\/sup>, nonostante l’assenza di norme dedicate all’abbigliamento pr\u00eat-\u00e0-porter. Le imposte sui prodotti tessili importati in Giappone tengono conto della composizione e della qualit\u00e0 del prodotto.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>

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La Direttiva UE 1007\/2011<\/strong> definisce le regole per l’etichettatura<\/strong> dei prodotti tessili(4)<\/sup> a livello europeo. Dagli anni 2000, l’Unione Europea ha mantenuto un quadro normativo rigoroso. Il regolamento REACH<\/strong>, apparso nel 2007 (regolamento 1907\/2006), consente di limitare l’uso di sostanze tossiche<\/strong> nell’industria in generale, anche se ci\u00f2 non impedisce il verificarsi di scandali sanitari. Un esempio \u00e8 quello del cuoio spruzzato con DMF (dimetilfumarato), un agente antimicotico irritante che, nel 2008, ha portato all’ospedalizzazione di consumatori (entrati in contatto con pelli contaminate su scarpe, divani e vestiti per bambini)(5) (6)<\/sup>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>

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Sono stati implementati nuovi divieti e le normative vengono regolarmente aggiornate. Oggi sono gi\u00e0 note e regolamentate pi\u00f9 di 20.000 sostanze chimiche<\/strong>(7)<\/sup>, come il bisfenolo o il cromo, i cui livelli sono monitorati ad esempio negli articoli di moda in pelle(8)(9)<\/sup>. Le normative europee continueranno ad evolversi, in particolare con l’applicazione del REACH<\/strong> e del marchio europeo di qualit\u00e0 ecologica<\/strong> per tutti i prodotti tessili nel futuro (7bis)<\/sup>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>

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Infine, a livello locale, la Francia<\/strong> \u00e8 anche una forza propulsiva<\/strong> nell’approccio eco-responsabile del settore tessile: la legge AGEC<\/strong> prevede un migliore controllo della pubblicit\u00e0, della produzione e dei prodotti commercializzati in Francia in generale. Dal febbraio 2020, gli attori del settore tessile sono incoraggiati a(10)<\/sup>:<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>

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  1. Abbandonare la plastica monouso<\/strong><\/li>\n\n\n\n
  2. Informare il consumatore in modo chiaro<\/strong>, concreto<\/strong> e integrato<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n
  3. Promuovere il riutilizzo<\/strong> e l’economia circolare<\/li>\n\n\n\n
  4. Agire contro l’obsolescenza programmata<\/strong><\/li>\n\n\n\n
  5. Ottimizzare il rapporto tra produzione conforme e consumo di risorse<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<\/div><\/div><\/div>
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    Qualche norma…<\/span><\/h2>\n<\/div><\/div><\/div>
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    Gli standard dell’industria tessile possono riguardare tutti i prodotti tessili o solo alcune categorie di prodotti. Esistono moltissime norme, che ammontano a pi\u00f9 di 670 solo in Francia<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>

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    Per citare alcuni esempi di norme presenti sul nostro mercato:<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>

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