{"id":18740,"date":"2023-04-04T16:26:47","date_gmt":"2023-04-04T14:26:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.adoneconseil.fr\/it\/?p=18740"},"modified":"2026-02-20T17:49:56","modified_gmt":"2026-02-20T16:49:56","slug":"quale-strategia-adottare-per-costruire-unofferta-sostenibile-e-redditizia-per-lusato-di-lusso","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/www.adoneconseil.fr\/it\/notizie\/quale-strategia-adottare-per-costruire-unofferta-sostenibile-e-redditizia-per-lusato-di-lusso\/","title":{"rendered":"Quale strategia adottare per costruire un’offerta sostenibile e redditizia per l’usato di lusso?"},"content":{"rendered":"
In precedenza, Adone aveva gi\u00e0 condiviso un articolo dedicato ai vantaggi e alle sfide dell’usato per l’industria del lusso. Tra nuove prospettive di crescita e valorizzazione dell’immagine del marchio<\/strong>, il mercato dell’usato non manca di argomenti per sedurre anche gli operatori del lusso, talvolta restii.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Ma come dovrebbero procedere? Quali sono le azioni da intraprendere e gli strumenti da mettere in atto per una strategia sostenibile di fornitura di prodotti di seconda mano<\/strong>? Come possono gli operatori del settore monetizzare questi nuovi flussi fisici<\/strong>? E senza danneggiare l’immagine del loro marchio o compromettere l’appetibilit\u00e0 delle nuove collezioni?<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Per costruire un’offerta dell’usato, ci sono due canali possibili: un’offerta propria del marchio (internamente), o la co-costruzione di un’offerta fatta sulla piattaforma di un partner (esternamente). Ma quali sono le sfide e i vantaggi di ciascuno? <\/strong>Quali marchi hanno intrapreso questa avventura? Ti invitiamo a scoprirlo in questo articolo dei nostri esperti!<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Quando una Maison sviluppa la propria offerta, rivende i pezzi di seconda mano o invenduti direttamente ai propri clienti. L’avvio di questa attivit\u00e0 implica profondi cambiamenti nel funzionamento delle Maison, che vanno dalla trasformazione della loro catena logistica all’adattamento dei loro sistemi informativi. Diventano responsabili della raccolta dei pezzi, della creazione degli asset, della determinazione dei prezzi, della vendita ed eventualmente della spedizione se la transazione avviene su un canale digitale. La sfida sar\u00e0 quella di fare scelte strategiche e costruire gli strumenti giusti per fornire un’esperienza al cliente degna dei soliti canali di vendita<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Se da un lato l’offerta propria implica un adattamento delle attivit\u00e0 delle aziende, dall’altro presenta alcuni vantaggi non trascurabili per i protagonisti del lusso: un rafforzamento del legame che mantengono con i loro clienti e il valore finanziario di un flusso che di solito sfugge al marchio. Tutto ci\u00f2 consente al marchio di controllare<\/strong> i propri asset e la propria immagine<\/strong>, la qualit\u00e0 dei prodotti <\/strong>che esamina prima della commercializzazione, nonch\u00e9 i servizi post-vendita<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Oltre a spingere un’offerta propria, sempre pi\u00f9 operatori del lusso monetizzano i flussi dell’usato rivolgendosi a partner esterni. Non riuscendo ad adeguare la propria organizzazione e i propri sistemi informativi, le Maison possono infatti collaborare con operatori specializzati. Si tratta di una prima leva che ha il pregio di richiedere meno investimenti e di separare meglio, dal punto di vista simbolico, l’offerta classica al dettaglio dalla rivendita di prodotti di seconda mano<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Le Maison possono quindi considerare diverse possibilit\u00e0:<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Oltre a richiedere pochi investimenti finanziari e poche modifiche operative tra gli operatori del lusso, l’attuazione della strategia dell’usato con una partnership esterna \u00e8 un’ottima risorsa per rimanere coerenti con l’immagine del marchio<\/strong>. E questo senza mettere in concorrenza i prodotti delle vecchie collezioni con quelli delle nuove.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Tra i pionieri del settore, Stella McCartney, Burberry e Gucci <\/strong>stanno inizialmente firmando partnership con marketplace specializzati. Si tratta di un primo passo per entrare in questo segmento e garantire la lotta alla contraffazione, una sfida importante per i marchi, sfruttando il settore dell’usato senza grandi investimenti.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Incoraggiato dalla crescente domanda e con il desiderio di sfruttare appieno le opportunit\u00e0 offerte da questa nuova clientela, Gucci ha deciso di spingersi oltre lanciando Gucci-Vault, una piattaforma dedicata alla rivendita di prodotti vintage provenienti dagli archivi della casa di moda italiana. Un modello che coniuga vintage ed esclusivit\u00e0 con pezzi rari<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Fonte: vault.gucci.com\/en-FR<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> In Francia, il marchio Isabel Marant inaugurer\u00e0 una piattaforma di economia circolare offrendo ai clienti la possibilit\u00e0 di vendere i propri capi in cambio di un buono <\/strong>per la nuova collezione. Il marchio prende in consegna i prodotti, ne assicura la conformit\u00e0 e lo stato prima di rimetterli in vendita. Un modello seguito da altri marchi francesi di pr\u00eat-\u00e0-porter, come il gruppo SMCP. Ma uno dei vincoli per i marchi in questa economia circolare \u00e8 quello di mantenere un margine sufficiente<\/strong> su questi prodotti, ricomprandoli e tenendo conto della manodopera necessaria per la lavorazione logistica di questo nuovo circuito.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> La rivendita di prodotti finiti non \u00e8 l’unica opportunit\u00e0 per le aziende del lusso, dato che la legge AGEC sta incentivando le iniziative di eco-design<\/strong>, mentre l’usato di materie prime \u00e8 entrato ufficialmente nel mercato.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Anzich\u00e9 conservare le scorte, notoriamente costose per le aziende, alcuni decidono di rivendere le materie prime inutilizzate<\/strong>. Ad esempio, nel 2021 LVMH <\/strong>ha aperto Nona Source, la prima piattaforma online dedicata alla rivendita di pelle e tessuti ai giovani designer, che si riforniscono direttamente dalle sue scorte inattive<\/strong>. Questa piattaforma \u00e8 attualmente accessibile solo ai professionisti, con l’obiettivo di dare ai piccoli stilisti l’accesso a materie prime di qualit\u00e0 a costi inferiori. Il gruppo non ha ancora deciso se aprire il sito ai privati, perch\u00e9 anche in questo caso si pone una vera e propria sfida nella lotta alla contraffazione<\/strong>: garantire che i modelli di marca non vengano riprodotti da privati utilizzando tessuti di provenienza diretta. In questo desiderio di circolarit\u00e0<\/strong>, \u00e8 impensabile che le Maison rivendano i tessuti con il logo e, in questo caso, solo la riciclabilit\u00e0 dei materiali o la loro reintegrazione nelle collezioni sono alternative alla distruzione vietata.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Fonte: https:\/\/www.nona-source.com\/<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Che sia spinta internamente o esternamente, prevedere un flusso di business legato al mercato di seconda mano pu\u00f2 essere sinonimo di impatto positivo e di entrate aggiuntive per i player del lusso. \u00c8 sicuramente un modo efficace per aggiungere valore a prodotti <\/strong>che prima erano sinonimo di vecchio, o addirittura di “rifiuti<\/strong>“, e per trasformarli in flussi che generano ricchezza per le grandi Maison. In linea con le ambizioni CSR del settore, \u00e8 probabile che l’offerta sulla seconda mano passi da tendenza a offerta essenziale per tutti gli attori storici del settore del lusso, molti dei quali stanno gi\u00e0 proponendo iniziative legate alla valorizzazione di pezzi di vecchie collezioni. Adone Conseil \u00e8 pioniere <\/strong>nell’affiancare i grandi marchi nella ridefinizione delle loro nuove sfide eco-responsabili<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Desideri saperne di pi\u00f9 ed essere supportato nel tuo progetto legato al second-hand?<\/strong><\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Parliamo delle vostre ambizioni e valutiamo come le nostre competenze possono accelerare la vostra trasformazione.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n \t
<\/figure>\n<\/div><\/div><\/div>Costruire un’offerta propria<\/span><\/h2>\n<\/div><\/div><\/div>
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Accelerare la rivendita di prodotti da parte di partner esterni<\/strong><\/span><\/h2>\n<\/div><\/div><\/div>
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Esempi di progetti e le loro principali problematiche<\/strong><\/span><\/h2>\n<\/div><\/div><\/div>
Conclusione<\/strong><\/span><\/h2>\n<\/div><\/div><\/div>
Hai un progetto? Discutiamone insieme.<\/h2>\n\n