{"id":13216,"date":"2021-08-24T09:00:27","date_gmt":"2021-08-24T07:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.adoneconseil.fr\/it\/?p=13216"},"modified":"2026-01-16T11:34:39","modified_gmt":"2026-01-16T10:34:39","slug":"sfruttare-i-propri-dati-le-questioni-chiave-di-una-bi-moderna","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/www.adoneconseil.fr\/it\/notizie\/sfruttare-i-propri-dati-le-questioni-chiave-di-una-bi-moderna\/","title":{"rendered":"Sfruttare i propri dati: le questioni chiave di una BI moderna"},"content":{"rendered":"
I dati <\/strong>sono diventati un elemento chiave nella nostra societ\u00e0, e l’adozione di una cultura basata sui dati <\/strong>\u00e8 diventata una questione strategica. Questa cultura si basa essenzialmente sull’accessibilit\u00e0 dei dati<\/strong> aziendali e sul loro sfruttamento su larga scala, che \u00e8 il ruolo della BI (Business Intelligence). Tuttavia, solo il 24% delle aziende<\/strong> ha dichiarato quest’anno di aver forgiato una cultura dei dati, secondo il rapporto Big Data and AI Executive Survey 2021 pubblicato da NewVantage Partners.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Gli strumenti di business intelligence<\/strong> sono ampiamente distribuiti nelle aziende, ma il loro uso \u00e8 spesso limitato e il valore che apportano consiste nell’automatizzare compiti manuali come la creazione di rapporti. Tuttavia, mentre i dati sono diventati il nuovo oro nero, si differenziano per il fatto che pi\u00f9 sono utilizzati, maggiore \u00e8 il loro valore.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> \u00c8 in questo contesto che i cosiddetti strumenti “moderni” di BI <\/strong>si sono evoluti, le cui sfide principali <\/strong>sono:<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> I database di business intelligence<\/strong> sono delle vere e proprie miniere d’oro che centralizzano i dati aziendali provenienti da diversi sistemi<\/strong>. Per permettere al maggior numero di persone di trarne valore, questi dati vengono “preparati” prima di essere resi accessibili agli utenti: ordinati, puliti, rinominati, modellati e persino formattati.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Questi principi sono validi in molti casi, ma cercare di semplificare l’uso dei dati ne limita anche lo sfruttamento. La fase di modellazione<\/strong> comporta la definizione di tutti i possibili incroci<\/strong>, il che permette solo analisi attraverso un prisma ridotto.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> I moderni strumenti di BI rendono ormai facile per gli utenti <\/strong>sfruttare i dati grezzi <\/strong>e costruire nuovi modelli. Questa autonomia non porta solo a una migliore reattivit\u00e0, ma anche alla creazione di nuovi casi d’uso, lasciando molto pi\u00f9 spazio all’innovazione <\/strong>e alla creativit\u00e0.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> I cosiddetti strumenti decisionali <\/strong>“self-service” sono stati a lungo limitati alla possibilit\u00e0 per gli utenti finali di costruire i propri rapporti sulla base di un modello prestabilito. Questo approccio tradizionale ha mostrato i suoi limiti, riducendo la portata dell’analisi e limitando la creazione di valore.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Dal momento che l’uso dei dati <\/strong>non pu\u00f2 essere limitato a casi d’uso finiti e conosciuti in anticipo, gli approcci tradizionali dei progetti non sono pi\u00f9 rilevanti, poich\u00e9 il bisogno \u00e8 per sua natura fluttuante. Lo stesso vale per le tradizionali organizzazioni IT-centriche, che sono diventate un freno alla creazione di valore e devono essere ripensate.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> La necessaria autonomia delle linee di business non relega in alcun modo il dipartimento IT in secondo piano. \u00c8 prima di tutto il garante dei dati <\/strong>messi a disposizione, il che deve avvenire in modo controllato <\/strong>e sicuro<\/strong>. Svolge anche un ruolo di “centro di eccellenza<\/strong>“, diffondendo buone pratiche, formazione e innovazione. Infine, assicura la coerenza generale e la razionalizzazione delle produzioni per evitare una marea di pubblicazioni di rapporti che diventerebbero necessariamente ingestibili.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Apertura e accessibilit\u00e0 dei dati non significa mancanza di controlli e di governance. Al contrario, la tendenza verso il self-service ha aumentato notevolmente la necessit\u00e0 di una strategia di gestione dei dati<\/strong> ambiziosa e ricca di strumenti.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Essa deve consentire di soddisfare vari punti:<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> L’autonomia dei settori di attivit\u00e0 rende impossibile sapere in anticipo quali dati o quali riferimenti incrociati saranno utilizzati, rendendo l’intero processo pi\u00f9 complesso. Si possono mettere in atto diversi tipi di strumenti per raggiungere questo obiettivo, ma la sfida principale rimane metodologica e umana.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Avete reso i vostri dati accessibili, distribuito strumenti analitici e report in modo esteso, strutturato una strategia di gestione dei dati, eppure… i dati mancano ancora rispetto a molte decisioni. La parte pi\u00f9 difficile deve ancora venire: ovvero creare una cultura dei dati<\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Le azioni che abbiamo appena menzionato sono certamente il fondamento di questa cultura, ma sono ancora insufficienti. Alcuni dipartimenti aziendali sono naturalmente orientati ai dati<\/strong> e sfrutteranno rapidamente i vari strumenti a loro disposizione, mentre altri richiederanno un grande sforzo di gestione del cambiamento<\/strong>. Ci possono essere molte ragioni alla base di ci\u00f2: difficolt\u00e0 di lettura e comprensione dei dati, mancanza di interesse, o mancanza di visibilit\u00e0 di ci\u00f2 che questi strumenti possono fare. Si possono intraprendere diverse azioni per promuovere tale cultura.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> \u00c8 possibile impostare una fase iniziale di sensibilizzazione <\/strong>per trasmettere le opportunit\u00e0 di sfruttamento<\/strong> e le leve di miglioramento<\/strong> offerte dalla gestione basata sui dati. \u00c8 necessario in questa fase che i dipendenti abbiano una chiara comprensione del loro ruolo all’interno dell’azienda e che i KPI siano chiaramente definiti all’interno di ogni dipartimento.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Potr\u00e0 seguire una seconda fase per mobilitare i dipendenti<\/strong> attraverso azioni concrete: laboratori di manipolazione, o prototipazione co-creativa per far emergere nuovi casi d’uso. Anche la comunicazione gioca un ruolo essenziale, ed \u00e8 necessario parlare dei benefici ottenuti per dimostrare la creazione di valore.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div> Gli strumenti di business intelligence si sono evoluti molto negli ultimi anni. Da un lato, hanno sfruttato i Big Data<\/strong>, rendendo possibile l’elaborazione di un numero sempre maggiore di dati pi\u00f9 rapidamente. D’altra parte, sono diventati pi\u00f9 agili<\/strong>, rendendo le funzioni di analisi avanzate pi\u00f9 accessibili. Questo secondo punto tende a democratizzare l’uso degli strumenti di analisi in tutta l’azienda, rendendo ognuno un attore piuttosto che un semplice consumatore di rapporti fatti da altri.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div>\n
<\/figure>\n<\/div><\/div><\/div>1. Rendere accessibili i propri dati<\/span><\/b><\/h3>\n<\/div><\/div><\/div>
2. Creare un’organizzazione adeguata<\/span><\/b><\/h3>\n<\/div><\/div><\/div>
<\/figure>\n<\/div><\/div><\/div>3. Gestire e controllare i dati<\/strong><\/span><\/b><\/h3>\n<\/div><\/div><\/div>
\n
4. Stabilire una cultura dei dati <\/strong><\/span><\/b><\/h3>\n<\/div><\/div><\/div>
<\/figure>\n<\/div><\/div><\/div>Conclusione<\/span><\/b><\/h3>\n<\/div><\/div><\/div>